Un indiano, sì... un indiano.

11 gennaio 2009, ∞ Retweet http://unquadernoarighe.it/47

Fabrizio
Fabrizio De André

Quando ero piccolo – avevo sicuramente meno di cento lune – trovai una musicassetta che apparteneva a mia madre.
Stava dentro ad uno strano raccoglitore con un grande titolo:
Cantautori Italiani.
Oggi neppure se ne vedono più, né di musicassette né di opere di quel tipo.

Sono felice di averti incontrato.

Durante il rapimento mi aiutò la fede negli uomini, proprio dove latitava la fede in Dio. Ho sempre detto che Dio è un’invenzione dell’uomo, qualcosa di utilitaristico, una toppa sulla nostra fragilità… Ma, tuttavia, col sequestro qualcosa si è smosso. Non che abbia cambiato idea ma è certo che bestemmiare oggi come minimo mi imbarazza. — Fabrizio De André