
Mimesis, 2006 Olio su tela 30“x22” (Allison Hill)
Fuggo il cambiamento come un malanno stagionale. Lo temo, lo affronto rigidamente in silenzio perché passi ignorandomi.
Preferisco di gran lunga quiete o moti uniformi.
Come un camaleonte pigro e un po’ tardo, stento ad adeguare la mia pelle verde e rugosa alla superficie cangiante su cui m’appoggio.
Che resistenza questa abitudine…
Ancora prega, che un torpore profondo pervade le sue membra,
il petto morbido si fascia di fibre sottili,
i capelli si allungano in fronde, le braccia in rami;
i piedi, così veloci un tempo, s’inchiodano in pigre radici,
il volto svanisce in una chioma: solo il suo splendore conserva.
Anche così Febo l’ama e, poggiata la mano sul tronco,
sente ancora trepidare il petto sotto quella nuova corteccia
e, stringendo fra le braccia i suoi rami come un corpo,
ne bacia il legno, ma quello ai suoi baci ancora si sottrae. — Publius Ovidius Naso, Metamorphoseon