Malelingue

4 novembre 2006, ∞ Retweet http://unquadernoarighe.it/7

FÎdor Dostoevskij

La cattiveria gratuita è il modo più diffuso per allontanare da sé l’attenzione altrui per qualcosa di ridicolo. Manifestandosi in forma di sarcasmo fuori contesto, di considerazioni ancor più ridicole, sposta il baricentro su una ridicolaggine artificiale.
Adombra quella genuina, affondata dentro ognuno.
Ci si prodiga allora in salti mortali verbali, mezzi carpiati fatti di gesti, giravolte, capriole esilaranti di immagini e suoni stesi come ventagli dietro cui celare un sorriso imbarazzato. Chissà perchè fuggiamo o ci nascondiamo dal ridicolo con il ridicolo… non funziona mai.
È possibile che l’acqua non si possa lavare con l’acqua.

Io sono un uomo ridicolo. Loro mi chiamano pazzo, adesso. Questo sarebbe un avanzamento di grado, se tuttora non restassi per loro ridicolo come prima. Ma ormai non mi ci arrabbio più, adesso tutti mi sono cari, e anche quando ridono di me, anche allora mi sono, non so come, perfin particolarmente cari. Io pure riderei con loro, non già di me, ma per amor loro, se, a vederli, non mi sentissi così triste. Triste perchè essi non conoscono la verità, mentre io la conosco. Oh, come è duro esser solo a conoscere la verità! Ma loro questo non lo capiranno. No, non lo capiranno.
— FÎdor Dostoevskij, Il sogno di un uomo ridicolo