John Paul Larkin

14 novembre 2010, ∞ Retweet http://unquadernoarighe.it/75

Scatman John
John Paul Larkin, 1995 (Michael von Gimbut)

Chiudevo l’esperienza delle scuole medie e cominciavo il liceo quando sentii per la prima volta una canzone di John Paul Larkin.
Era uno stile forse lontano dai miei gusti musicali, ma l’idea che una profonda superficialità corresse fra le sue note lo rese ai miei occhi sempre un po’ mitico; complice anche una somiglianza con mio padre dovuta a quei baffoni enormi sotto un naso un poco schiacciato.

Provo ora malinconia pensando a Scatman; la sua infanzia difficile, dovuta ad una severa forma di balbuzie, condizionò fortemente la sua vita professionale finché, all’età di cinquantadue anni, intuì — grazie anche alla moglie Judy — che abbracciare quel problema gli avrebbe regalato il successo più grande.

Nel 1994 usci il famoso brano Scatman (Ski Ba Bop Ba Dop Bop), un impegno sociale oltre che musicale. Una ferma dichiarazione d’intenti: superare le difficoltà di relazione e i complessi giovanili legati alla balbuzie, mettendoli al centro delle sue canzoni. L’uomo John era a questo punto unito al musicista che per anni aveva affidato al pianoforte le sue parole, nascosto dietro l’esecuzione muta del suo messaggio artistico.

Altri successi lo attendevano nei pochi anni che seguirono.
John Paul Scatman Larkin morì il 3 dicembre 1999 nella sua casa di Los Angeles.

Scatman, fat man, black and white and brown man
Tell me about the colour of your soul
If part of your solution isn’t ending the pollution
Then I don’t want to hear your stories told.
— John Paul Scatman Larkin