Aggiornamento: è notizia di qualche giorno fa (sto scrivendo oggi, 6 luglio 2010) quella secondo cui Grigori Perelman ha definitivamente rifiutato il Premio di un milione di dollari.
Leggevo, su segnalazione di Valentino, questo articolo su uno dei concorrenti del programma televisivo La pupa e il secchione.
Sulla parola matematica, ambientata in uno dei tanti teatrini che la televisione ci propone, il mio pensiero è andato ad una notizia letta qualche settimana prima sul Corriere della Sera.

Grigori Perelman, matematico.
A Grigori Perelman, già nel 1982, quando in Ungheria vinse con il punteggio massimo la medaglia d’oro alle Olimpiadi di matematica, fu offerta una borsa di studio per New York, ma rifiutò. Nell’agosto del 2006 decise di non ritirare la Medaglia Fields, una sorta di Nobel della matematica istituito nel 1936. La medaglia gli era stata assegnata per la soluzione della Congettura di Poincaré (primo di sette problemi matematici irrisolti del Millennio individuati dal Clay).
Quest’anno Grigori è tornato virtualmente sotto i riflettori poiché è un premio da un milione di dollari ad attenderlo.
Persone a lui vicine sostengono che il rifiuto arriverà inesorabile anche stavolta. Lui stesso nel 2006 rilasciò una delle sue rarissime dichiarazioni pubbliche spiegando come la soluzione della congettura potesse essere l’unico vero riconoscimento e la gratifica più grande che potesse avere.
Il mondo, nella sua veloce progressione, guarda alla lentezza di questi pochi come un viaggiatore da un treno in corsa guarda alla serenità discreta di una masseria in aperta campagna.
Il suo viso vagamente assorto e il suo vestire un poco trasandato lo bollano come una specie di monaco; un asceta.
Io credo che sia una persona semplice, uno di quegli esseri che nel mondo portano bellezza contribuendo al difficile compito di salvarlo. L’unico riflettore sotto cui Grigori ama stare è la lampada della sua scrivania che lontano dal chiacchiericcio patinato conosce l’eroica fatica di chi sa essere genio umile.
Di uomini così ha fame il mondo.
Per me è del tutto irrilevante. Se la soluzione è quella giusta, non c‘è bisogno di alcun altro riconoscimento. — Grigori Perelman, matematico