Costanza

21 marzo 2007, ∞ Retweet http://unquadernoarighe.it/14

Moulin Rouge

Il verso, questa opera scultorea in parole, si apre con il nome attorno al quale si addensa la materia letteraria che genera la storia. Un bassorilievo che si stacca dal piano da cui nasce in un attimo di pausa… sofferta.
La vocazione seguita, come in un impeto di rimprovero, dal diléggio di un epìteto poco galante, libera nell’aria la pesantezza di un dolore che si fa oggetto, situazione, scena tangibile nel luogo in cui la bella e formosa signora sembra passare amène giornate.
La scultura è a questo punto avida di spessore, nella fisicità più accentuata;
una esitazione ultima, quasi a voler respingere l’idea di una conferma, separa l’ormai plastica marmorea scultura dal blocco che l’ha vista nascere;
è ormai oggetto nello spazio, forma a tuttotondo che getta l’ombra di una finta interrogazione su un amore impotente… rassegnato.

Costanza, ah…
Meretrice di vile bordello,
ti piace l’uccello, vero?
— Anonimo